
HIGH TOUCH LIGHT: Vedere con le mani.​
La fotografia si fa materia da esplorare col tatto e con la vista.​
A Napoli, il progetto che trasforma gli scatti di persone non vedenti in sculture di luce 3D.
In mostra dal 13 al 18 aprile presso
la Fondazione Banco di Napoli.
L'obiettivo è ampliare l'accessibilità della fotografia, trasformandola in un linguaggio universale che attraversa tutti i sensi.

NAPOLI – Un ponte tecnologico tra memoria e sensi, dove la luce si fa forma e l'immagine diventa tattile. Lunedì 13 aprile 2026, alle ore 15:00, la Fondazione Banco di Napoli (Palazzo Ricca) apre le porte a "High Touch Light", un progetto di ricerca e innovazione che ridefinisce i confini dell'accessibilità culturale.
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Il progetto, finanziato dalla Fondazione Banco di Napoli e realizzato da Remade Community Lab, nasce per abbattere le barriere della fruizione visiva tradizionale. Attraverso l'unione di fotografia, intelligenza artificiale, modellazione parametrica e stampa 3D, il team di ricerca ha tradotto le fotografie scattate da persone non vedenti in oggetti tridimensionali esplorabili sia con il tatto che con la vista.
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Il Percorso: dal Laboratorio alla Mostra
L’iniziativa ha preso vita attraverso laboratori fotografici e percettivi condotti dalla fotografa Marzia Bertelli, coinvolgendo attivamente un gruppo di persone non vedenti e ipovedenti nell'esplorazione del rapporto tra corpo e spazio.
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Successivamente, grazie alla collaborazione del designer Alfredo Spinapolice le immagini sono state processate digitalmente per diventare modelli tridimensionali. I modelli digitali si trasformano in oggetti fisici, realizzati con tecnologie di stampa 3D FDM traducono l’immagine in una “foto-forma” che offre una duplice esperienza:
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Tattile: per permettere a chi non vede di "vedere" le forme dell'immagine.
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Visiva: attraverso la retroilluminazione che esalta i dettagli della materia.
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Un nuovo paradigma per i Beni Culturali
"High Touch Light" non è solo un’esposizione, ma un modello di progetto multisensoriale scalabile in altri contesti della fruizione dei beni culturali. L’allestimento a Palazzo Ricca invita il pubblico a superare il tradizionale divieto di "non toccare", promuovendo una relazione profonda e fisica con l'opera, dove la luce diventa forma e la materia si fa memoria. Con il coordinamento di Susanna Parlato, presidente di ReMade Community lab e ricercatrice di design del Dipartimento di Architettura della Federico II ed il supporto scientifico di Erminia Attaianese responsabile del Laboratorio di Ergonomia Applicata e Sperimentale (Dipartimento di Architettura dell'Università Federico II), l’allestimento è stato progettato seguendo i principi dello Human-Centred Design e dell’Inclusive Design per la fruizione dei beni culturali, soluzioni pensate per includere il maggior numero di persone possibile generando una relazione più profonda con lo spazio.
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INFO E DETTAGLI
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Evento: Seminario di presentazione e inaugurazione mostra.
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Quando: 13 aprile 2026, ore 15:00 (Mostra visitabile fino al 18 aprile, aperta tutti i giorni dalle 9:00 alle 17:00, sabato 18 aprile finissage dalle 10:00 alle13:00).
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Dove: Fondazione Banco di Napoli, Palazzo Ricca – Via dei Tribunali, 213, Napoli.
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Promotore: Remade Community Lab APS
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Finanziamento: Fondazione Banco di Napoli
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Con il patrocinio di: Dipartimento di Architettura – Università degli Studi di Napoli Federico II
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Realizzazione e contributi: Fotografia e laboratori fotografici multisensoriali a cura di Marzia Bertelli - Tutor: Domenico Vitucci - Partecipanti percorso: Noemi Marano, Francesca Catalano, Carmine Sacco, Mariam Shoshiashvili, Valeria Ottaviano - Sviluppo modellazione 3D: Alfredo Spinapolice - Produzione prototipi (digital fabrication): Claudio Marcello - Inclusività e supporto scientifico: Erminia Attaianese - Grafica e allestimento: Carlotta Aloschi, Daniele Celentano, Matilde Curti, Jacopo De Leo, Carmine Pappalardo - Coordinamento progetto: Susanna Parlato
